Home » in evidenza, rassegna » Catania-Juventus, Maggiani in fuorigioco. Prima convalida il gol, dopo 44” lo fa annullare

GASPORT (F. Ceniti) – Che cosa ha pensato l’assistente Luca Maggiani nei 44 lunghissimi secondi passati dal momento in cui ha ritenuto valida la rete di Bergessio a quello nel quale il Catania si è ritrovato sullo 0-0 contro la Juventus a causa di un fuorigioco inesistente? Il mistero, se di mistero si può parlare, è tutto racchiuso in questo lasso di tempo. Sul resto c’è poco da girare intorno: come ha riconosciuto il designatore, Stefano Braschi, e il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, siamo di fronte a un «grave errore», commesso da un guardalinee tra i più esperti (Maggiani dal 2000 è in A e dal 2004 è Internazionale). E quindi torniamo al quesito iniziale: come mai? Cerchiamo di capirlo ripartendo dall’azione decisiva in una giornata infelice per gli arbitri anche per i casi di Firenze, Napoli, Roma (moviola a pagina 20) più sabato con il fuorigioco di Abate sul gol di El Shaarawy.
I compiti di Rizzoli Siamo al minuto 25 quando Marchese crossa da sinistra: il pallone è deviato prima da Spolli e poi da Lodi con Bergessio che segue la traiettoria, bruciando sullo scatto Asamoah dopo la carambola sul palo. Facile facile il tocco per il vantaggio del Catania. L’arbitro Gervasoni convalida il gol: la bandierina di Maggiani non si è alzata e l’assistente cammina verso il centrocampo, Ma poi si blocca e ritorna indietro. La cosa non passa inosservata anche perché siamo nei pressi della panchina della Juve. Qualcuno (Pepe è il più attivo) si avvicina e inizia a chiedere il fuorigioco. Il presidente Pulvirenti ha dichiarato: «rete annullata dalla Juve». In realtà Maggiani è «vittima» dei suoi dubbi. D’istinto ha dato il gol, ma poi come spesso accade agli arbitri rielabora l’azione e qualcosa non gli torna. Soprattutto va in confusione sul secondo tocco dopo il cross, quello di Lodi. «Se c’è, allora Bergessio è in fuorigioco…». E’ questo che pensa ed è questo che lo induce a bloccarsi. Con scrupolo chiede a Rizzoli la conferma sull’autore del tocco. E qui dobbiamo aprire una parentesi sui compiti del giudice di porta: non ha nessuna responsabilità sul fuorigioco che è di esclusiva competenza del guardalinee. Tra l’altro sarebbe folle che una persona piazzata dietro la porta possa in qualche modo valutare una cosa complicatissima come l’offside. Semmai il giudice di porta ha liberato gli assistenti da altri compiti proprio per facilitare le loro valutazioni sul fuorigioco. Non è il nostro caso. «Chi ha toccato a centro area? E’ stato Spolli?». Domanda Maggiani in pieno dubbio amletico. E Rizzoli risponde: «Spolli prima, poi ancora un giocatore del Catania». «Bene, allora è fuorigioco. Bergessio è in fuorigioco». Maggiani chiude il cerchio e i 44” dando la sentenza a Gervasoni, rimasto accanto a lui in attesa del giudizio. Questo è quanto. L’assistente non si è fidato del suo istinto: aveva già deciso per il fuorigioco quando ha interpellato Rizzoli. Voleva solo la conferma del tocco di Lodi e non di uno juventino. Cambiare idea non è una rarità. Sabato in Padova-Bari l’assistente Schenone aveva impiegato più o meno lo stesso tempo per dare e poi annullare un gol al Bari. Con una differenza: il cambio aveva portato alla scelta giusta.
E c’è pure Bendtner La domenica no di Maggiani si completa nella ripresa quando la Juve trova il gol vittoria con Vidal. Azione viziata da un fuorigioco di Bendtner che costringe Andujar alla respinta. Certo, parliamo di mezza gamba (quindi centimetri). Della serie: errore comprensibile. Per il resto: okay il secondo giallo a Marchese (mano volontaria). Ci stava un rigore per la Juve: trattenuta di Legrottaglie su Chiellini.