Home » rassegna » Conte-Tnas: una finale. Giudicherà un collegio “forte” che potrebbe anche assolverlo

TUTTOSPORT (G. Vaciago) – Da oggi ogni giorno è buono perché il Tnas inizi i lavori sulla vicenda Conte . Nel senso che, nominato il consiglio dei tre arbitri che dovranno produrre il lodo definitivo entro il 7 ottobre, si tratta di incrociare le loro agende e trovare i giorni in cui calendarizzare le udienze. E non è da escludere che si possa cominciare già in questa settimana, visto che non serve un grosso preavviso per convocare le parti.

APPROCCIO E proprio perché si tratta di un tribunale arbitrale, il primo approccio sarà quello del tentativo di conciliazione fra le parti, ovvero Conte e la Figc. In pratica gli arbitri potrebbero proporre una mediazione. In questo caso sarà un passaggio puramente formale, perché – di fatto – sarebbe come un patteggiamento e Conte ha fatto capire, e pure in modo colorito, che non ha intenzione di patteggiare. Superata questa fase, dunque, si entrerà nel dibattimento che, solitamente, inizia con un appuntamento successivo (ma nulla vieta che nello stesso giorno non si inizi, la gestione del rito è piuttosto libera).

ATTACCO A quel punto i legali di Conte inizieranno l’attacco alla sentenza di secondo grado, che ha confermato i dieci mesi di squalifica pur togliendo un capo di imputazione (l’omessa denuncia riferita a Novara-Siena). Per motivare la scelta piuttosto inusuale, i membri della Corte Federale hanno spiegato che l’accusa per Albinoleffe-Siena poteva in realtà essere più grave. Anzi, in proposito c’è stato uno scivolone mediatico del giudice Sandulli , che prima ancora di depositare la sentenza ne stava già parlando per radio (rischia un provvedimento disciplinare): «Se per Novara-Siena non abbiamo avuto elementi tali da giustificare laccusa di omessa denuncia perché sembrava curioso che un allenatore esperto come Conte andasse nello spogliatoio a dire che c’è l’accordo per il pareggio, per la gara con l’AlbinoLeffe si poteva ipotizzare qualcosa di diverso…». Insomma, la Corte Federale nel suo appello ha giudicato il coinvolgimento di Conte per la sfida di Bergamo tanto pesante da sfiorare un capo di imputazione più grave. «Se il procuratore federale avesse proposto lillecito sarebbe stato accolto? Non lo so, ma probabilmente sarebbe stato più coerente visto la questione giuridica che si è posta…».

AUTOGOL Ma le motivazioni della Corte Federale, una volta depositate, non sono parse inattaccabili. E in particolare c’è il cosiddetto caso Mastronunzio a minare l’impianto. Per provare il coinvolgimento di Conte, infatti, i giudici sostengono che il tecnico avrebbe escluso Mastronunzio dalla formazione del Siena fino alla fine del campionato perché il giocatore si era detto contrario alla combine con l’Albinoleffe. Mastronunzio, secondo la ricostruzione del pentito Carobbio , per dare il suo assenso avrebbe voluto combinare anche la partita con l’Ascoli, squadra alla quale era legato. Tante, troppe inesattezze: Mastronunzio era infortunato (certificati lo provano) e solo per questo era stato escluso. Non solo: Mastronunzio è stato un idolo dell’Ancona e, nonostante un anno ad Ascoli, è tutt’altro che legato a club e tifoseria. Un pastrocchio, insomma. Tant’è che i legali della Figc nelle memorie depositata al Tnas per difendere la sentenza della Corte Federale sembrano puntare molto meno su Mastronunzio, accortisi del possibile autogol.

PILASTRO Tutta la partita, quindi, si giocherà sul secondo pilastro su cui si regge la sentenza che condanna Conte: non poteva non sapere. In sostanza, dicono i giudici, Conte non poteva ignorare che il suo vice, Christian Stellini si fosse messo d’accordo con il vice di Emiliano Mondonico , Mirko Poloni , per combinare la partita. Non poteva non sapere perché, si legge nella sentenza, «Conte è un accentratore». Un passaggio sul quale si è molto discusso, perché il concetto di accentratore si presta a molte interpretazioni e non necessariamente può essere una prova inequivocabile del sapere cosa combinino i propri collaboratori. I legali di Conte sono pronti ad attaccare proprio su quel fronte, mostrando tutte le incongruenze della sentenza e l’insostenibilità della tesi. Una strategia che punta a cancellare la squalifica del tutto più che a ridurla, puntando anche sulla forza di un collegio che certo non si spaventa a gestire una vicenda, quella di Conte, che si è ingigantita mediaticamente e, soprattutto, politicamente.

SOLIDARIETA’ Tutto questo mentre Conte continua a ricevere la solidarietà e l’appoggio dei colleghi. «Penso che nella vicenda del Calcioscommesse sia stato fatto un po’ di casino – ha spiegato Rino Gattuso ai microfoni di RaiSport -. In una conferenza stampa l’ho visto molto arrabbiato, ma con una carica incredibile. È un controsenso farlo allenare, ma penso che non sia stato giusto condannarlo, perchè alla fine i giocatori del Siena hanno smentito Carobbio. E poi a Conte e agli altri giocatori non hanno dato la possibilità di difendersi».