GASPORT (P. Gozzi) – Nelle ore decisive per il futuro di Valentino Rossi, emergono interessanti dettagli sull’offerta Yamaha. Che non riguarda solo le due prossime stagioni in MotoGP, ma anche la possibilità di far debuttare la nuova Superbike a fine 2014. La marca di Iwata sta pianificando il rientro nelle derivate dalla serie lasciate un anno fa e affidare a Rossi il ruolo di guida tecnica e pilota di punta fa venire l’acquolina in bocca al promoter Flammini e a Mediaset, che dal 2013 trasmetterà la Superbike.
Scelta La Ducati ha chiesto una risposta entro sabato, Rossi ha fatto sapere che chiarirà il futuro non prima del GP di Indianapolis, in programma il 19 agosto. La possibilità di chiudere la carriera nel Mondiale che ha rilanciato Max Biaggi e Marco Melandri è parte integrante della proposta che Rossi sta esaminando. Nell’immediato, avrebbe un posto nel team interno al fianco di Jorge Lorenzo e le certezze tecniche di lottare per la vittoria. A lungo termine potrebbe diventare il riferimento per lo sviluppo dell’ammiraglia sportiva che sostituirà l’attuale YZF-R1.
Primato Rossi ha parlato più volte della prospettiva di concludere la carriera in Sbk. Con la Yamaha potrebbe arrivarci nel 2015 per provare a diventare l’unico pilota della storia a vincere un Mondiale in tutte le categorie nelle quali ha gareggiato: 125, 250, 500 e MotoGP sono già in bacheca, la Superbike completerebbe un palmarès inarrivabile.
Precedenti Rossi si lancerebbe nella nuova avventura a 36 anni, gli stessi di Biaggi quando vinse al debutto in Qatar con la Suzuki. Il titolo arrivò tre anni dopo con l’Aprilia, l’unico di un italiano in Sbk. Melandri invece ha saltato il fosso nel 2011, a 28 anni, proprio con la Yamaha che a fine stagione ha chiuso il team interno per concentrare risorse tecniche e finanziarie sulla MotoGP.
Riscossa La Superbike ha risvolti commerciali importanti e aver lasciato la ribalta alle concorrenti pesa. Così in Giappone è già partita la riscossa: la progettazione della nuova maxi è il lavoro più lungo e delicato, perché Bmw, Kawasaki e Ducati hanno alzato l’asticella, proponendo moto di serie da 190 cavalli a prezzi ragionevoli. Per tornare a ruggire sul mercato serve una moto potente, affascinante, innovativa e low cost. Ma che, in versione gara, abbia soluzioni tecniche migliori della concorrenza. Il prototipo Superbike sarà pronto a inizio 2014 e Rossi potrebbe occuparsi direttamente dell’ultimo stadio di sviluppo.
Test Valentino ha già guidato la Yamaha ufficiale Superbike nell’estate 2010 per riprendere il ritmo dopo la grave frattura alla gamba destra del Mugello. Girò mezza giornata a Brno, eguagliando subito il primato della pista e risolvendo i problemi di messa a punto lamentati dal titolare Cal Crutchlow. Che nella gara successiva, a Silverstone, sfruttando l’assetto di Rossi, centrò la sua prima (doppia) vittoria.
Suzuka Rossi in Superbike ha già corso, disputando due 8 Ore di Suzuka con la Honda VTR1000-SPW, sbancando nel 2001 in coppia con Colin Edwards. La Yamaha ha vinto 74 gare in Superbike, la prima nel 1988 a Sugo (Giappone) con Michael Doohan. L’unico Mondiale è del 2009 con Ben Spies. L’anno scorso Marco Melandri vinse tre volte finendo 2°, dietro la Ducati di Carlos Checa.
Si sono lasciati per le vacanze senza sapere cosa succederà al ritorno. «Ho salutato Valentino poco prima che salisse sull’aereo per Ibiza, tornerà la prossima settimana e mi ha detto che fino a quel momento non si riparlerà di quello che succederà il prossimo anno», racconta Vittoriano Guareschi, a sua volta in procinto di scappare verso la Corsica.
Incognita Niente sabato decisivo, quindi, come a Laguna Seca aveva anticipato l’a.d. Gabriele Del Torchio. Valentino va in vacanza e la Ducati aspetta. «Non so cosa succederà — continua il responsabile del team MotoGP —, ci siamo lasciati senza che lasciasse trapelare alcun indizio». Da più parti gira voce che il passaggio alla Yamaha sia cosa fatta, ma anche se la voce a volte tradisce una sorta di sconforto, Guareschi vuole credere fino in fondo che la storia mai troppo d’amore tra Valentino e la Ducati non sia già al capolinea. «Io spero che Valentino resti con noi, la sensazione è che non abbia firmato ancora nulla».
Piano B Ma oltre alla domanda che tutti gli appassionati di moto si stanno ponendo da qualche mese in qua («Valentino cosa fa?»), ce n’è un’altra che incombe: se Rossi dovesse andare via, chi prenderà la Ducati? Qual è il piano B? «La verità è che non c’è un piano B. Il piano A è così importante che non ne è contemplato uno di riserva — chiude Guareschi —. Lui ha in mano il pallino e noi aspettiamo. Io ora vado in spiaggia non pensando a cosa potrebbe succedere se dovesse andare via, ma piuttosto con l’idea di capire cosa dovremo migliorare con lui».
Redding Intanto al Mugello, sotto gli occhi del direttore tecnico Filippo Preziosi prosegue il lavoro del test team e dei giovani che il prossimo anno potrebbero salire sulla rossa. Ieri si è conclusa la due giorni di Scott Redding. L’inglese ha percorso circa 130 giri, una sessantina martedì e una settantina ieri senza nessun problema e, anche se la Ducati non ha rilasciato tempi, quello che è trapelato è la soddisfazione dei tecnici di Borgo Panigale per l’approccio e la professionalità del pilota della Moto2, seguito a bordo pista anche da Michael Bartholemy, che oltre ad essere suo manager, potrebbe gestire nel 2013 lo junior team Ducati.
Iannone Oggi, invece, sulla GP12 salirà Andrea Iannone, al suo secondo test sulla Ducati dopo quello di un anno fa a Brno. L’abruzzese, che sempre in Repubblica Ceca effettuerà un altro test, è un forte candidato al passaggio in MotoGP per la prossima stagione. E il suo nome da qualche mese è sempre più abbinato alla rossa.
