Home » rassegna » Di Natale, con l’Udinese e in Nazionale. Totò insegue l’Europa doppia

GASPORT (F. Velluzzi) - Toccata e fuga a Milano. Tanto dovere e un po’ di piacere, prima di cominciare la settimana lavorativa più importante della stagione. Totò Di Natale è legato all’Associazione Italiana Calciatori e ieri si è sentito in dovere di partecipare all’assemblea. Oggi Damiano Tommasi e Gianni Grazioli, presidente e segretario, saranno proprio a Udine per mostrare ai calciatori bianconeri il filmato sulle scommesse che stanno portando in tutti i club. Il piacere è il regalo che Dario Zanotto di Asics ha portato al suo testimonial. La nuova scarpa con la scritta Euro Totò. E’ il segno che Di Natale all’Europeo di giugno ci sarà con la maglia azzurra e col sostegno della moglie Ylenia (ormai portafortuna casalinga a Quelli che..) che vedrà sicuramente la sfida con la Spagna. «A quel punto, dopo la Nazionale mi siederò a tavolino con la famiglia Pozzo e parlerò del mio futuro. Che non ho mai detto che deve essere lontano da Udine, perché io ho ancora un anno di contratto e sapete quanto sto bene qui. Per questo ora penso solo a domenica e al Catania».
Solo che?
«Qualche offerta dall’estero c’è, ma non è questo il problema».
Ci pensa davvero ad andare dal suo amico Cannavaro?
«Come ho già detto in questo periodo, i ritmi così alti, con partite ogni tre giorni mi fanno riflettere. Ne avrò giocate 50, sono tantissime. Anche Serse Cosmi ha parlato di questo, non sono l’unico».
Ma sarà allettato dall’idea di giocare l’Europeo e poi, forse, la Champions League?
«Ripeto che devo pensare a prendere un punto domenica. Poi penserò a tutto il resto».
Lei ora come sta?
«Sto bene, ho giocato troppo, tre partite negli ultimi 10 giorni, ma devo essere pronto per questo sprint. E’ una finale».
Magari il suo amico Montella un regalo ve lo fa…
«Non se ne parla proprio. Non è il tipo e questa settimana neppure lo sentirò. Il Catania gioca bene e ha dimostrato grande serietà».
L’Udinese a un punto dalla Champions, ma al terzo posto rispetto al quarto conquistato nel torneo scorso. Nessuno l’avrebbe immaginato. Ad agosto non vi inserivano neppure tra le prime sei.
«Qualcosa di straordinario. E sa di chi è il merito principale? Del tecnico Guidolin. Lui ci ha dato tantissimo. Arrivare al traguardo del preliminare di Champions sarebbe il coronamento di due anni di grande lavoro. Udine è una citta importante e merita per la seconda volta la grande Europa».
In che cosa è stato bravo?
«Nel gestire il gruppo nell’emergenza. Abbiamo avuto tanti infortuni, a la Coppa d’Africa, le squalifiche, e dei momenti difficili. Lui ha anche saputo lanciare dei ragazzi che ora tutti ci invidiano».
L’ultimo è Roberto Pereyra…
«Da subito, dalla scorsa estate, avevo capito che questo era un giocatore vero. Aveva soltanto bisogno di integrarsi, di conoscere un po’ la lingua, di capire che aveva fatto un incredibile cambio di vita. Ora è importante».
Il prossimo è Muriel. L’ha visto? Le piace?
«Muriel fa parte del futuro, io sono concentrato sul presente. Comunque l’ho visto un po’ di volte. E’ molto forte, come lo è Quadrado che è già stato da noi».
Parliamo del presente allora. Sembra che con Fabbrini lei abbia trovato un’intesa perfetta, poi entra Floro e fa gol…
«Guidolin ha sempre saputo fare buone scelte, anche quando ha schierato Torje. Domenica col Genoa Floro ha dimostrato ancora una volta il potenziale che ha nono solo per il gol segnato. Se sta tranquillo fa grandi cose. E spero che resti a Udine perché è un attaccante di alto livello. Ma credo che quest’anno nella nostra squadra tutti quanti abbiano davvero dato qualcosa in più».